venerdì 1 giugno 2012

Ancora sull'antipolitica.

I terremoti che scuotono l'Emilia hanno provocato 17 morti e 15.000 sfollati. Per ora.
Le aziende, già in ginocchio per la crisi e politiche economiche sbagliate, non riescono a riprendersi.
Ora arriva il 2 giugno. E come tutti i 2 giugno maledetti che si rispettano, ecco che ti organizzano la parata.
Nel 2011 spesero 4,4 milioni di euro.
Che se poi sarebbe la festa della Repubblica, ma per quale diavolo di motivo non fanno sfilare gli impiegati, i macellai, i becchini, le infermiere, gli insegnanti, gli idraulici, insomma tutti noi?
Ma allora è la festa delle sole forze armate?
Ma un Paese che si è visto tirare giù un aereo di linea a pieno carico di cristiani e, dopo trent'anni, non è stato in grado di scoprire chi sia il responsabile, che si deve festeggiare per queste inutili forze armate?
In questi giorni di follia, ci dobbiamo sorbire delle dichiarazioni devastanti.
Il Papa si reca a Milano e stasera sarà presente per il concerto alla Scala senza essere andato a fare visita ai vicini  terremotati e almeno ad una delle numerosissime Chiese distrutte dal sisma.
Sapete cosa ha detto il sovrintendente Lissner? "Si però il Santo Padre non seguirà il concerto dal palco d'onore ma dalla platea".
MA PORTA NA DONNA!!!!!!!! 
Poi ecco quel napoletano d'un napolitano.
''Sentiamo l'angoscia di chi ha visto travolte vite operaie e certezze di lavoro nel crollo dei capannoniSolidarietà e unità miglior garanzia in tempi difficili. Celebriamo concordemente ma con animo turbato''
Festeggiare con animo turbato??
Buttare milioni di euro e sentirsi solidali??
MA PORTA NA DONNA!! BIO PARCO!! ORTO BIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

lunedì 28 maggio 2012

Reality

Sopra l'entrata dell'Isa di Faenza (Istituto Statale d'Arte) della ceramica.
Sotto l'Istituto di Istruzione Superiore (ex Isa) di Valenza Po.
Il primo vive le ultime agonie di un istituto che non riesce più a trovare sbocchi per i giovani maturandi.
Il secondo è già passato a miglior vita.
Di quello che avevo conosciuto e frequentato negli anni ottanta non è rimasato nulla.
Infatti esiste ancora una sola classe. UNA SOLA.
Andai via nell'85 e si contavano due sezioni: pietre dure ed oreficieria. Ogni sezione aveva più classi.
Nella mia c'erano tre cinesi, un libanese, un iraniano e tanti terroni come me.
Financo uno di Barletta.
Ora tutte le scuole di Valenza sono state accorpate in un unico istituto.
La ceramica e l'oreficieria  fanno ancora sognare chi ha del denaro da spendere. Ma non sono più in grado di offrire un futuro ai nostri figli.
...
Ecco il futuro.
Ecco le politiche per i giovani.
Ecco il risultato di quello che chiamano politica economica e sociale.
Nello stesso momento c'è il governatore della Lombardia, cattolico praticante a suo dire, che avrebbe fatto vacanze da nababbo, in navi, jet, alberghi a sette stelle. Per pochi giorni spendeva pure 114.000,00 EURIII. A Milano, una cena, arrivava ad oltre 26.000,00 EURIIII.
Il Papa teologo, quello che tutti consideravano "il duro", piegato dalle spie interne, alcune di queste da egli stesso sguinzagliate, che parla di nuova Babele, di sospetti nella casa di Dio, di grande dolore.
Poi ci sono quelli che gli hanno rubato la cassa con tutti i soldi che cercano di convincerti che il problema in questo paese è l'evasione fiscale. Perchè una capra da espiare la devi pur trovare.
Ma da Cannes, in Francia, gli italiani hanno avuto il merito di farsi riconoscere ancora, e non certo per il buon esempio.
E' stata premiata la pellicola "Reality" di Garrone.
Certo il cinema italiano fa capire che siamo ancora vivi.
Ma fino a quando?
E, soprattutto, come?
Il film di Garrone è una fotografia del Censis su come ci siamo ridotti.
Un popolo intorpidito davanti alla tv, ignaro che si possa vivere senza questo maledetto strumento.
Un popolo che prende come modelli di riferimento solo sconquassati e rifatti personaggi della tv. Perchè oramai solo la tv può imprimere una visione globale della vita.
Un popolo che si vede svanire da sotto i piedi un terreno fertile e ricco ma è troppo occupato ad inebetirsi davanti alla tv. Ed accetta, di buon grado, un nuovo terreno, arido, fragile, polveroso.
Ogni tanto si lamenta perchè intuisce che qualcosa è cambiato.
Ma non riesce a pensare, non vuole reagire. Perchè questo richiede sacrifici ed impegni.
Invece, vuoi mettere quando sei sprofondato sulla poltrona davanti al tuo programma preferito........

venerdì 25 maggio 2012

Un buon motivo per combattere l'antipolitica

Per tutti coloro che, in modo autolesionistico, criticano Beppe Grillo.
...
Dopo che 17.500 azionisti di telecom avevano delegato Grillo a rappresentarli in un consiglio di amministrazione, il comico si è presentato ed ha fatto il suo dovere.
Dovere che dovrebbe essere di tutti coloro che sono in possesso di azioni di società con debiti.
Grillo ha insultato, ridicolizzato, sbeffeggiato il management presente e gli ha chiesto di dimettersi.
Vediamo i passi salienti.
Il valore delle azioni erano di 8-9 euro e si sono ridotti ad un euro.
Una società che perde l'80% del suo valore deve chiudere.
Se la società è in perenne perdita, perchè ci sono i dividendi?
Perchè guadagnate così tanto?
Poi la chicca.
Ci vorrebbe una legge che impesce il dividendo quando il debito raggiunge il 50% del capitale sociale.
Ecco, ora io mi chiedo con molta calma e serietà, ma abbiamo mai sentito parlare così un politico?
Ci siamo mai chiesti perchè questi marrani, canaglie, vampiri e lenoni di politici non si occupano mai delle cose serie, utili e necessarie per noi cittadini?
E poi ci sono ancora cittadini che lo ritengono un pericolo pubblico.

mercoledì 23 maggio 2012

Antipolitica subdola

Questa mattina mentre ci vestivamo tutti di corsa per uscire di casa, sentivo distrattamente ma sempre con la voglia di fare il boia, le due trasmissioni politiche tra La 7 e rai tre.
Ad un certo punto mi sono fermato su rai tre mentre il conduttore, paraculo, tentava di intervistare il "grillino" di turno, ancora inesperto.
La domanda era inequivoca: "Ma le vostre future liste, come le farete? Con i curriculum? Quale sarà il criterio di scelta?"
Era chiaro che l'empio giornalista, che vive solo grazie all'antipolitica tradizionale, voleva trascinare nel pantano della vecchia politica quel ragazzetto tutto pulito.
Peccato che non abbia avuto i riflessi pronti.
Bisognava rispondere: "Ma guardi, chieda a berlusconi, a bersani, ai dalema, ai casini come scelgono i loro candidati. E troverà la risposta. Esattamente al contrario."

L'antipolitica e l'equitalia.

Diciamolo.
Quando si sente che hanno fatto scoppiare una bomba sotto una sede di Equitalia, molti di noi avvertono una strana sensazione di piacere che, a seconda dei presenti, viene repressa o manifestata.
Ma sono pochissimi quelli che ce la fanno reprimere.
Tra questi, ci sono coloro che, con fare borghese, ripetono come automi che è giusto pagare le tasse.
E siccome viviamo in tempi veramente bastardi dobbiamo aggiungere che è vero: pagare le tasse è sacrosanto.
Ma ci sono dei meccanismi perversi, non voluti e non causati da noi cittadini che, al contempo, possiamo, anzi, dobbiamo dire che, no, non è giusto pagare le tasse.
Non le dobbiamo pagare!
Ecco un esempio.
Mentre il legislatore si è preoccupato di scrivere le norme sulle conciliazioni che devono precedere le azioni giudiziari con la scusa di non aggravare i tribunali, mentre invece è chiara l'intenzione di dismettere l'attività di amministrare la giustizia, ecco che ti scrivono la conciliazione tributaria.
Tu puoi presentare un reclamo per somme inferiori a 20.000 euro.
Ma il bastado legislatore non si preoccupa, ebete marrano, di scrivere che questa procedura interrompe i termini per pagare quanto previsto.
Quindi, tu fai reclamo perchè pensi di avere ragione ma rischi comunque di subire l'esecuzione coatta.
Perchè quando hanno scritto la normativa non si sono proprio preoccupati di prendere in considerazione i numerosi casi in cui l'amministrazione ti perseguita senza averne il diritto.

lunedì 21 maggio 2012

Che cos'è l'antipolitica.

Nel mese mariano 2012, questo governo di tecnici marrani, ha preso una decisione storica.
Per aberrante ferocia e per diritto negletto.
Tremavano ancora le case in Val Padana ed ecco la novità.
Nel decreto che dovrebbe riformare la Protezione civile la ciliegina.
Il governo non si farà più carico con interventi di denaro in caso di future calamità naturali.
Quello che per secoli è stato un punto cardine dei sistemi democratici oggi appare una chimera dannosa.
In poche parole è stato scritto: terremoti? Maremoti? Voragini? Fatevi una assicurazione, noi non garantiremo più uno Stato sociale.
Mentre ci sono  parlamentari con le botti piene di soldi rubati, mentre ci sono politici che hanno  i titoli di studio comperati alle fiere dell'Est, la stessa categoria di politici si assicura il suo "bottino".
"SOLO PER NOI, SOLO PER LE NOSTRE CASE, SOLO PER LE NOSTRE SCORTE, SOLO PER I NOSTRI SOGNI.
Gli altri, che morissero sotto le macerie.
E poi potrebbero pure farsi un'assicurazione."
Vorrei ricordare solo che l'articolo 3 della Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
I Padri Costituenti della nostra Repubblica misero un limite, di certo al legislatore e non certo al Popolo, in questo articolo.
Non si possono legalizzare o prevedere privilegi o discrimini che vadano a vantaggio di pochi e a danno di molti.
Ma questi signori, oramai defunti, non potevano prevedere che un giorno il Parlamento italiano si sarebbe popolato di marrani, orchi famelici, depravati animali dalla bava velenosa, capaci di tutto tranne di arrossire per le nefandezze pensate e scritte.
Ora rimane solo una cosa.
Una bella e sana rivoluzione che faccia qualche migliaio di morti ammazzati.
Anche lentamente, se occorre.
...
Ed intanto, ieri, a Brescia un uomo di è lanciato dal balcone con i suoi due figli. Aveva litigato con la moglie per disagi economici.

Ecco il nuovo terrorismo.



Brindisi sarà il "la" del nuovo terrorismo fatto in casa.
Mentre tutte le cariche più importanti andranno al funerale della studentessa uccisa, per far vedere che lo Stato non si piegherà alle minacce del  terrorismo (tradizionale) o delle mafie, ecco la novità.
Da subito si è capito che non poteva essere un indagine da digos ma da mobile.
Da subito si è capito che dietro ci doveva essere l'azione di una persona esasperata.
eppure tutti gli apparati si sono mossi e sono rimasti stupefatti.
Continuare ad indagare per tenere alta la tensione pur sapendo che si tratta di un gesto di un folle.
Ora, io credo, sarà solo da capire di che razza di esasperazione si tratti.........
Perchè qui, tutti siamo esasperati.......
Dietro quell'immagine sfocata  intravedo milioni di italiani alla caccia del proprio obiettivo da abbattere.
Avremo tanti tipi di terrorismo, tanti quanti saranno gli autori degli attentati.
Ogniuno con personali motivazioni, ogniuno con i suoi obiettivi.

martedì 8 maggio 2012

Lo stile....italiano.

Vi ricordate quando si parlava di stile Juventus?
Ora possiamo parlare di stile italiano.
...
Dopo il processo passato alla storia come "calciopoli" il d.g. di questa società, venne  condannato  ad oltre cinque anni di reclusione, al Daspo e all'interdizione dai pubblici uffici, si dimisero pure gli altri dirigenti. Poi si dimisero i vertici della Federazione, della lega calcio  e ci andarono di mezzo pure gli arbitri e alcuni giornalisti. Un vero tzunami.
Alla juve vennero revocati pure due scudetti dalla stessa Federazione, nel frattempo commissariata.
Molte società vennero colpite con dure penalizzazioni, come la Fiorentina, Milan, Lazio, Reggina e l'Arezzo. La juve presentò un ricorso al Tar prima ancora di esperire l'arbritrato, obbligatorio e prodromico alle azioni giudiziarie. 
Tra l'altro, a titolo informativo, esiste una clausola compormissoria secondo la quale le società di calcio non possono presentare ricorsi ed atti presso i tribunali ordinari. 
Sul punto, financo il presidente della Fifa, Blatter, minacciò la Federazione e tutto il calcio italiano, paventando una squalifica per 5 anni da tutte le competizioni sportive nel caso in cui la Federazione non si fosse attivata per far ritirare il ricorso juventino presso il Tar del Lazio. Il ricorso poi venne ritirato.
E' sicuro che quelle decisioni di revocare gli scudetti sono stati il frutto di una voglia di vendicarsi contro chi aveva tanto violentato lo sport più amato dagli italiani.
La decisione di revocare due scudetti doveva essere presa in un clima meno agitato.
Ma tant'è.
Fin qui i fatti.
....
Ora, a distanza di anni, dopo che la juve ha meritatamente vinto il suo tanto agognato scudetto, dopo che è l'unica squadra di calcio ad avere un suo stadio, ecco il fattaccio.
Il presidente di questa squadra, che appartiene ad una famiglia famosa per l'acume intellettuale ed imprenditoriale, ha scovato una sorpresa tutta italiana.
Consapevole che la trovata pubblicitaria farà rimpinguare le casse della sua società, presenterà per il prossimo campionato le maglie con stampate le tre stellette.
Per quelli più intelligenti, che ignorano queste inezie, ogni stella corrisponde a 10 scudetti vinti.
Siccome sul campo ne avrebbe vinti 30, ma due gli sono stati revocati, ecco la trovata.
Andare, ancora una volta contro le regole, contro la Federazione, contro le decisoni della Corte d'Appello Federale, della Corte Federale, della Camera di Conciliazione ed Arbitrato del Coni e del Tribunale Penala di Napoli.
Tu me le togli e io me le riprendo.
Le maglie non saranno, spero, accettate ma verranno vendute a vagonate perchè, agli italiani, basta un capo bastone di turno che incita la folla contro qualche autorità o decisione imposta, per trovare subito una schiera di beoni lobotizzati. 



giovedì 3 maggio 2012

Ecco l'immagine dell'Italia.

Era da poco terminato il duro incontro tra Sarkozy ed Hollande per le presidenziali francesi.
Ed anche oltralpe abbiamo dovuto subire l'umiliante critica al politico italiano più famoso, più importante degli ultimi vent'anni.
"Berlusconi è tuo amico" arrigava Hollande.
"No, non è mai stato mio amico" subito replicava Sarkozy.
Manco fosse un narcotrafficante colombiano.
Ed ecco che da un campo di calcio, come spesso succede da noi, abbiamo assistito ad una scena agghiacciante. 
Altro che i cani da sperimentazione.
Altro che comandanti napoletani che si schiantano sugli scogli con tutto il carico a bordo.
Un allenatore di calcio che aggredisce e cerca di prendere a pugni un suo giocatore troppo maleducato ed impertinente, insensibile alle buone maniere.
Mai, dico mai, si era potuto immaginare una cosa simile.
Io che sono cresciuto e mi sono fatto venire le gambe storte sui campi di calcio non riesco a credere.
Da una parte la cialtroneria, la buffonesca arroganza del maleducato di turno.
Dall'altra l'istinto di chi non ha altri mezzi e parole per far valere le regole del vivere civile.
Solo pugni e violenza.
Rimarrà nella nostra mente il volto di questo romagnolo allenatore che masticava la gomma smascellandosi come una tigre del Bengala.
I ragazzini amanti di questo sport saranno più soli, più vulnerabili, più aggressivi, dopo queste immagini.
Ancora una volta dobbiamo segnalare che tanta energia è stata mal spesa.
Quando una buona volta noi italiani impareremo che certe cose si possono pure fare ma in altre sedi.
Per esempio sotto casa dei cassieri dei partiti che si sono fregati pure lo scrigno con tutto il tesoro.
Allora sì che potremo levare le braccia al cielo.
E non certo per il padrenostro!

mercoledì 2 maggio 2012

Ecco una rivoluzione tutta italiana.

Poteva essere una vera rivoluzione.
Si era appreso che nel bresciano una folla si scalmanava con fare minaccioso.
Avanzava decisa e pareva che taluni avessero armi ed oggetti contundenti.
Era chiaro, a tutti gli uomini di buona volontà, che dopo le notizie di una regione sull'orlo del collasso, con assessori indagati, inquisiti, scandali, soldi bruciati, un presidente dal tenore di vita discutibile, che la popolazione voleva farsi sentire.
Invece no. La delusione ci faceva sprofondare dalla tragedia alla farsa.
La gente andava a protestare per dei canini reclusi in un allevamento, pare, destinati alle sperimentazioni scientifiche. 
Il gruppetto più facinoroso ha poi divelto i cancelli e rubato una trentina di bestiole.
Il risultato?
Due carabinieri ed un poliziotto feriti, dodici arresti, una minorenne denunziata a piede libero, un ex ministro che si reca in carcere per esprimere solidarietà a questi attivisti.
I reati sono gravi: rapina, furto aggravato, danneggiamento, violazione di domicilio e occupazione abusiva di terreni.
Dalla questura di Brescia fanno sapere che sono state tentate manovre dissuasive nei confronti dei manifestanti senza mai usare violenza ma quelli rispondevano con lanci di sassi.
E per finire, si viene a sapere che molti provenivano da altre regioni.
CHE OCCASIONE MANCATA! 
QUANTA ENERGIA SPRECATA!
Ma come, dico io, vuoi fare giustizia, vuoi lanciare i sassi, abbatti i cancelli, vuoi rubare e danneggiare, ma per cosa? Per dei graziosi ma insignificanti canini della madonna?
Ma perchè non si sono recati nella sede della regione?
Perchè non sono andati a far sentire le giuste lagnanze contro chi ha rubato?
Potevano pure recarsi nella sede della lega nord.
Tanto per far sentire il fiato sul collo ai cani rognosi della cricca verde......
Invece.....

Eccoli sti tecnici.

Si viene a sapere che monti ha nominato il tagliatore di teste e di spese nella persona di enrico bondi.
Siccome il suo ministro passera aveva affidato un incarico esterno simile ad altre persone, ecco che gli incarichi si moltiplicano.
Ma c'è davvero bisogno di un commissario ad acta?
Se solo si abolissero le province, tutte, se solo si abolissero gli statuti speciali delle regioni, se solo lo Stato abolisse i viaggi e le spese di rappresentanza, se solo lo Stato pagasse i suoi debiti e non facesse fallire le imprese con le quali si è obbligato, l'economia vivrebbe una seconda vita.
Quello che inquieta è sapere che saranno abolite alcune prefetture e questure.
Vediamo se si sentiranno ancora servitori di questo dannato Stato!
....
Si vogliono spendere montagne di soldi per la linea di alta velocità che passerebbe in Val di Susa.
Pochi sanno che nel medioevo venne ampliato il passo del Gottardo, con ponti e strade più sicure.
Le grandi scoperte che contraddistinsero i secoli successivi  si devono proprio all'intraprendenza del medioevo. 

Ma appunto si parla di secoli trapassati.
Possibile che dobbiamo spendere miliardi per una linea ferroviaria e chiudere gli ospedali e le questure?
E' dunque questo il futuro che ci attende?
Nel medioevo si aprivano i nuovi varchi ma si aprivano anche i ritrovi per accudire i malati.
Magari con un salasso li svenavano ma quello era il massimo che si poteva fare.
Oggi ti svenano con le tasse ed equitalia.
A conti fatti, non abbiamo fatto un bel passo in avanti.

lunedì 23 aprile 2012

I veri bastardi maledetti.

Corre una nuova parola. Come "ministra", "cancelliera", adesso si parla di "esondati".
Credo ci sia un qualche riflesso psicologico.
In un clima infuocato, ove i politici cominciano ad aver paura che succeda qualcosa di grosso, questa parola assomiglia a "se so' dati" che a Roma vuol dire: scappano.
Difatti, i politici di professione hanno già lasciato il passo a quelli che in modo errato vengono definiti "i tecnici".
Tante parole.
Solo il nulla, però.
Veniamo ai fatti, per l'appunto.
Questi figli di puttana, tutti e nessuno escluso (tranne lega e IDV), hanno in rapidissimo tempo modificato la Costituzione per introdurre un principio voluto dal governo europeo.
Pareggiare i conti pubblici, costi quel che costi.
Anche al costo di dismettere e rinunziare ai compiti che sono quelli di uno Stato democratico.
I bastardi ci dicono che è l'Europa che ce lo chiede.

Eppure, sul piano della giustizia l'Italia è sempre ultima.
Nei primi anni di vita del parlamento europeo si era diffusa l'idea che le vittime del reato dovevano essere risarcite per i danni subiti.

In linea di principio il risarcimento del danno dovrebbe essere attuato a cura dell’autore del reato.
Tuttavia, sul piano generale, oggi il quadro complessivo dei risarcimenti risulta tutt’altro che rassicurante, ove si pensi alle numerose ipotesi di autori di reato rimasti ignoti, o scomparsi dalla circolazione, o, comunque, insolvibili.
Da qui l’esigenza, a partire dagli anni ’60 avvertita da diversi Stati membri del Consiglio d’Europa, di costituire dei fondi pubblici ai quali, occorrendo, di volta in volta attingere le risorse economiche per provvedere ai risarcimenti, o indennizzi, in mancanza, o in carenza, di iniziative utili intercorrenti a livello dei privati (si vuol dire: gli autori del reato, da una parte e, dall’altro, le loro vittime, ovvero, beninteso, gli eredi delle medesime).
Proseguendo su questa linea evolutiva, nel 1970 il Consiglio d’Europa collocava il risarcimento delle vittime dei reati nel suo programma di lavoro, e dopo un lungo itinerario veniva aperta alla firma, il 24 novembre 1983, la Convenzione europea di cui s’è detto.


In un Paese ove la criminalità governa molti consigli comunali, ove vi sono decine di morti al mese, ove la mafie hanno fatto la storia della criminalità mondiale non si è avvertito la necessità di aderire a quella convenzione.
L’Italia – pur non insensibile alla tematica del risarcimento del danno da reato –non ha, a tutt’oggi, ratificato la convenzione di cui si sta parlando.

Il problema, in teoria, è risolto.
E' la pratica che mi frega. Se trovassi 100 Kg. di tritolo, risolvereri anche quello.

Se io fossi.....

...ministro dell'interno di un Paese civile, avrei già istituito una "squadra" di bravi ragazzi.

"Allora, per il giudizio direttissimo nei confronti di chi si è reso responsabile per i tumulti a Marassi, fate entrare gli imputati."
"Giudice, guardi, abbiamo un problema, si sarebbero liquesi nella notte."

Se io fossi....

Se io fossi stato un killer della mafia avrei provocato 400, 500 morti minimo.
Quando sento che uno spietato killer ha ucciso più di 30 persone, mi metto a ridere.
Ma che vuol dire?
Ma se sei mafioso, se sei un killer come fai a fare "solo" 30 morti?
Vai allo stadio? Bhooomm. 300 morti.
Vai in caserma? Bhoooom. 50 morti.
Vai in via del corso di sabato? Ta-ta-ta-ta-ta. 47 morti.
Nel quartiere ci sono cose sbagliate? Bhoooom. 150 morti.
Così dovrebbero essere i killer.
A decine di migliaia.
Ma se uccidi solo 30 morti, ma chi sei?
Pensate: un solo ospedale, in un anno, inavvertitamente uccide più di 30-50 persone.

venerdì 20 aprile 2012

Non più gattopardi ma iene fameliche.

"Conosco Roberto da trent'anni, l'ho visto cambiare. E' buono, un fedele convinto. Ma è fragile e molto insicuro. Ha abbassato la guardia. Mosso da un senso di inferiorità nei confronti di questi ometti che ci insegnano come godersi la vita si è fatto trascinare in un turbine di cene di lusso e vacanze da sogno". Alle cene "l'argomento vero era solo uno, per tutti: soldi, soldi e soldi. I ristoranti erano i più cari di Milano."
Questa la moglie dell'ex assessore Simone.

...
"I fortunati del secolo sono dunque ammoniti, che le ricchezze non li liberano dal dolore, e che esse, per la felicità avvenire, non che giovare nocciono; che i ricchi debbono tremare, pensando alle minacce straordinariamente severe di Gesù Cristo; che dell'uso dei loro beni avranno un giorno da rendere rigorosamente conto al Dio Giudice."
Rerum Novarum.

giovedì 12 aprile 2012

Il Parlamento. Dopo il berlusconismo.

Era il 21 dicembre 2010, a Palazzo Madama si votavano gli emendamenti al ddl Gelmini.
Tuttaduntratto il botto.
Il presidente di turno, mauro della lega nord, perdeva il controllo e decideva, motu proprio, di dichiarare: "Inammissibile, inammissibile, non approvato, non approvato....".
Mentre l'Assemblea doveva ancora pronunciarsi.

http://www.youtube.com/watch?v=j3WIQ1vTOm4

Nel video si vede l'incontenibile pesantezza dell'essere del funzionario del Senato il quale non si capacitava di quello che stava accadendo.
QUEL GIORNO SUBIMMO UN COLPO DI STATO!!!!!!
Il giorno dopo, il presidente schifani, e sottolineo, schifani, rendeva nulla la votazione.

Vacue furono  le lagnanze dell'opposizione.
Di fronte ad un colpo di stato bisogna reagire con altri gesti, con altre parole per ottenere ben altre reazioni dalla popolazione.
Quella sera, il capo dello stato, il presidente del senato, il presidente della camera, la corte costituzionale, le forze dell'opposizione, tutta la società civile (sindacati, giornalisti, imprenditori) dovevano intervenire con forza, con sdegno, anche facendo intervenire i carabinieri per fare arrestare colei che si era macchiata di uno dei reati più gravi per un sistema democratico, cioè, l'attentato contro la Costituzione dello Stato, come previsto dall'art. 283 del c.p..
Quella sera tutti coloro che dovevano intervenire tacquero.
Come conigli, come vigliacchi timorosi di ritorsioni della potente ed influente Faraona Silvia I.

mercoledì 11 aprile 2012

La Polizia dopo il berlusconismo.

Si viene a sapere che un poliziotto dell'ispettorato generale di P.S. presso il Senato avrebbe fatto, per così dire, un uso distorto del suo incarico.
Si è scritto sui giornali di questo tutore della legge che saliva sul palco (sicuramente mentre era di servizio) a cantare durante le feste della lega nord.
C'è da sorridere nel sapere che veniva pagato per tutelare una personalità dello Stato mentre cantava e si esibiva sul palco, stile Miami vice.
Allora mi sembra giusto aprire una nuova etichetta per ricordare mio padre.
Quando era dirigente superiore, da poco arrivato in quell'ispettorato, gli dissero che c'era un poliziotto che sarebbe tornato da un corso.
Si trattava di un sindacalista del tutto avulso al dovere e dedito a rompere le scatole.
Si raccontava ancora di quando, all'interno di un bar del Senato, fece una scenata ad alta voce alla cassiera che si era permessa di chiedergli di pagare il caffè consumato, perchè secondo lui il caffè era stato pagato.
Costo della lite, allora, 30 lire quando ne costava 500-600.
Il Senato fece quadrato nel difendere la cassiera ma l'allora dirigente di quell'ispettorato nulla fece per mandare via quella persona inidonea a stare in certi uffici.
Papà, invece,  non si perse d'animo.
Andò subito all'ufficio del personale per dire che un poliziotto di quel "calibro" dopo il corso non poteva stare più all'ispettorato.
Bisognava offrirgli un incarico  più prestigioso.
Quello, ritornato in forza, andò a parlargli dicendo che scriveva su un giornale di diffusione nazionale appartenente ad un sindacato di polizia e che avrebbe potuto scrivere tante cose.
Inutile mossa.
Quel poliziotto fu trasferito altrove.
...
Ecco, ora mi chiedo: ma chi dirige l'ispettorato di P.S. del Senato, cosa farà?
Il capo della polizia, chiederà spiegazioni?
Possiamo stare sicuri e mettere la testa sul ceppo del boia.
Non ci saranno provvedimenti disciplinari.
Al massimo un trasferimento ad altro incarico.
Ma il dubbio rimane.
Ma come diavolo è potuto accadere che un poliziotto di scorta ad un parlamentare, durante il suo servizio, si mette a cantare esibendosi come Elton John?

martedì 10 aprile 2012

L'infamia e l'atrocità.

Che succede quando si diventa presidente del consiglio in Italia?
Magari non ci sarà mai una visita a S. Pietro. Mai una visita alle Fosse Ardeatine. Mai una visita alle foibe, mai in un campo di concentramento italiano.
Ma è sicuro, come la luce del sole, che un neo presidente  vada a contrire l'animo a Yad Vashem con la kippah.
Ma la chicca è gentilmente offerta dal nostro presidente Monti.
«Le leggi razziali emanate in Italia nel 1938 furono «infami e atroci».
...
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, con cui uno dei soliti Governi filobancari, decideva di cancellare con un “colpo di spugna” gli effetti della sentenza n. 24418, emessa dalle Sezioni Unite della Cassazione del 2 dicembre 2010, sull’anatocismo (capitalizzazione trimestrale dell’interesse), che riconosceva al correntista debitore il diritto di recupero, dalla data di inizio del rapporto e sino alla chiusura, di tutti gli indebiti pagamenti ricevuti dalla banca con gli addebiti trimestrali di illecite competenze, ciò a conferma di un inossidabile indirizzo della Suprema Corte. La Consulta sostanzialmente censura la norma “Salvabanche 3” perché, innanzi tutto, vìola l’art. 3 Cost., perché facendo retroagire la disciplina in esso prevista, non rispetta i principi generali di eguaglianza e ragionevolezza (sentenza n. 209 del 2010).
Ma tuguradalamadonna! In Israele devi andare a commentare una legge del 1938 e non ti curi delle boiate che fai nel 2011!!!!?????
Con una mezza ciavatta in testa!!??

venerdì 6 aprile 2012

Come cambiano i tempi

...quando una volta si parlava di riforma, tutti si preparavano a ricevere più diritti .
Oggi, quando si preannuncia una riforma, c'è gente che si butta dal balcone.
«Niente aggrava di più i problemi, come le tentate soluzioni» Paul Watzlawick

giovedì 5 aprile 2012

I veri danni.

Purtroppo sono arrivato in ritardo.
Quando avevo letto la notizia che la Faraona Silvia I rassicurava tutti dicendo che bossi non c'entrava nulla, lo giuro solennemente, un brivido mi aveva percorso la schiena.
Avevo pensato che bossi aveva le ore contate.
Abbiamo tutti appreso, con letizia, delle dimissioni di quest' uomo scapigliato e sciattoso.
Le intercettazioni telefoniche  inchiodano tutta la famiglia.
La famiglia, appunto. Poi parliamo della mafia siciliana.
Ma vorrei soffermarmi su un particolare. Come sempre.
Dalle intercettazioni emergerebbe, con le dovute cautele del caso, che sarebbero stati spesi € 670.000,00 per u n diploma del figlio consigliere comunale, detto "il trota".
Ora, io mi chiedo.
Premesso che quelli sono soldi pubblici.
Premesso che un partito politico è un'associazione non riconosciuta. Privata, appunto.
Il capo del governo o il capo dello stato o la corte dei conti, che faranno?
Quali iniziative prenderanno?
Si costituiranno parte civile per i danni morali o di immagine?
Saranno interessati a non ledere, anzi, a tutelare il comune senso morale già duramente messo alla prova del popolo italiano?
Staremo a vedere.
La sensazione è che ognuno cercherà di stare in campana, al telefono.....

lunedì 2 aprile 2012

Ma che sarà mai?

La Corte di Cassazione ha ribadito, caso mai ci fossero dubbi, che la frase: "Lei non sa chi sono io, la pagherà" integra gli estremi del reato di minaccia. Il destinatario capisce che gli può nuocere e fargli male.
Nel 2006 era stato affrontato un caso simile.
Si trattava di un avvocato che si apprestava ad entrare in un ufficio del consiglio dell'ordine per fare delle fotocopie. Solo che c'era una signora prima di lui. Questi si mise subito a lamentarsi: "Si deve mettere da parte, che non sa chi sono io? Prima alla vista di un avvocato tutti si facevano da parte.."
I giudici supremi lo condannarono senza pietà.
Difatti, oltre al danno la beffa.
Nello sproloquio, quell'avvocato si dimenticò di chiamare quella signora con il titolo dovuto: dottoressa, visto che era laureata.
Perchè, nella sua beata follia, non sapeva chi fosse la donna intenta a fare le fotocopie prima di lui.

venerdì 30 marzo 2012

Dov'è il problema

Con la sentenza n. 4542 del 2012, la Corte di Cassazione ha dato una lezione, a tutti gli amministratori pubblici, su come fare bene il loro dovere.
Soprattutto i giudici hanno cercato di spiegare, agli amministratori, che bisogna avere più senso dello Stato.
In Calabria, e sottolineo Calabria Saudita, un Comune aveva disposto una gara per la costruzione di un'opera teatrale.
La ditta che si era aggiudicata la gara, però, aveva carenze tali da non poter soddisfare le richieste.
Instaurato il giudizio il Comune chiedeva i danni.
I giudici di Piazza Cavour hanno confermato le condanne pregresse ed hanno voluto aggiungere il seguente principio.
"Giova aggiungere che deve ormai considerarsi jus reception il fatto che un danno non patrimoniale possa configurarsi anche in conseguenza di un inadempimento contrattuale (cfr Sez. Un. n.26972/08, Sez. Un. n. 26975, Sez. Un. n. 6572/06) ed è inoltre condividibile l'affermazione contenuta nella sentenza impugnata secondo cui il danno all'immagine o al prestigio del Comune e della sua amministrazione, quale danno non patrimoniale conseguente ad inadempimento contrattuale, è suscettibile di essere risarcito sulla base dell'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 2059 cc che ne ammette l'applicabilità a tutti i danni non patrimoniali a prescindere dalla circostanza che la lesione consegua ad un titolo di responsabilità aquiliana o contrattuale."
Tra le doglianze del Comune non era espressamente indicato il danno all'immagine.
I giudici hano voluto spiegare agli stessi amministratori che, gli organi dello Stato, hanno una loro entità, una loro dignità e prestigio che deve essere tutelato come qualsiasi altro soggetto.
E siccome da Marsala a Campione d'Italia c'è, come dire, una sorta di tacito assenso nel considerare privato ciò che è pubblico, ma di un privato "scadente" che, secondo la mente malata di chi rappresenta gli Uffici Pubblici, non merita tanta accortezza, ecco che gli ermellini hanno voluto pennellare una delle loro più incisive sentenze.
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Ma poi, io mi chiedo. Tu stai in calabria. Accetta la sfiga. Vai al mare. Mangia le melanzane. Ma che cavolo vai a chiedere un appalto pubblico. Per un opera teatrale?! In calabria?

mercoledì 28 marzo 2012

Gli msm del 2600 a.c.

Nei Musei Vaticani ho visto una cosa che mi ha fatto male.
In Una teca sono conservati dei cilindri contenenti delle tavolette con scrittura cuneiforme.
Le nostre lettere cartacee o i nostri messaggi informatizzati.
Ma queste tavolette sono state scritte 4600 anni fa!
Ho preso il telefono e mi sono messo vicino la teca. Da solo.
E per un attimo ho pensato a quel cristiano, futuro musulmano, della Mesopotamia che ha inciso su quella materia lontana partente della carta e dei computer.
Ho cercato di capire quanta differenza potrebbe nascondersi tra due uomini distanti 6000 anni.
Non ho sentito tutta questa differenza.
Anzi.
Guardando le opere d'arte che hanno costellato il passato, le idee e le lente trasformazioni mi sono reso conto che poi, alla fine, sono pochi quelli che incidono sui cambiamenti.
Il resto della massa è carne che si lascia trascinare dagli eventi.
E la differenza tra un uomo del 2000 d.c. che mangia come un bufalo, ha il colesterolo che viaggia sui 350 e parla con la testa attaccata ad un telefonino, rispetto ad un simile del 4000 d.c. ma che ha inventato un perno  per far girare la ruota più velocemente, credo sia tutta sbilanciata a favore del secondo.

venerdì 23 marzo 2012

Eccoli stì galantomini.


Quando ti vogliono propinare la merda come  dolce finale. 2



"C'è una dolorosa omologazione del sindacato al sistema dei partiti, una voglia nient'affatto repressa dei sindacalisti di farsi ceto politico, di farsi stato."
Fausto Bertinotti.
Dal Libro L'altra casta di Stefano Liviadotti, ed. Bompiani.
"Un giorno è un giorno. Dal Circolo polare artico fino alle isole di Tonga....ma non per i piloti dell'Alitalia.
E' scritto nero su bianco...."Giorno singolo libero dal servizio....Periodo libero da qualunque impiego che comprende due notti locali consecutive o, in alternativa, un periodo libero da qualunque impiego di durata non inferiore a 33 ore che comprende almeno una notte locale"."
Capito perchè l'Alitalia è fallita?
E chi sarà mai il responsabile?
Solo il governo? Solo il presidente dell'Alitalia?
Continuiamo a leggere dal libro: "...mentre il governo cercava affannosamente di trovare un compratore per salvarla dal fallimento...Alitalia ha subito un'ondata di scioperi responsabili di mancati introiti per 111 milioni di euro. Guidati da un manipolo di sindacalisti attenti al loro potere personale molto più che ai destini dell'azienda, piloti e hostess hanno dunque continuato a ballare sul Titanic....Tra il 1995 ed il 2006 è scesa, in termini di passeggeri trasportati, dal 13 al 22 posto nel mondo.....Il fatto è che i soldi li hanno proprio  buttati dalla finestra. Basta pensare che fino al 2004 la compagnia acquistava pubblicità sulle pagine di "Pegaso", il bimestrale dell'Anpac, la più potente tra le organizzazioni dei piloti.
Quella dell'Alitalia, dove il tasso di sindacalizzazione raggiunge il 77,9% tra gli assistenti di volo e addirittura l'87,1% tra i piloti...."
Questo gustoso libretto continua raccontando la storia di un dirigente, Francesco Mengozzi, che voleva fare il suo dovere. Dopo aver visto i bilanci si era reso conto che le cose non potevano continuare senza il botto finale. Si era accorto che il personale di bordo era troppo numeroso rispetto a tutte le altre compagnie aeree del mondo. Secondo il regolamento (scritto con i ricatti dei sindacati) ogni 50 passeggeri doveva esserci uno del personale. Non riuscendo a modificare il regolamento, questo zelante dirigente, pensò di diminuire i posti. 
Fece sbullonare le poltrone.
Il risultato?
I Sindacalisti del Sult proclamarono subito uno sciopero; poi passarono al contrattacco.
Un migliaio di hostess e steward si misero in malattia provocando la cancellazione di centinaia di voli.
L'Alitalia perse 60 mila euro di biglietti. AL GIORNO!
Spese 4 milioni di dollari per rimontare le poltrone nel frattempo andate smarrite o rovinate.
...
Questo è il risultato quando il ponte di comando finisce in mano ai marrani, ai mascalzoni, ai delinquenti che non conoscono la parola lavoro, ma nella loro fetida bocca, ridonda la sua eco.
Come una campana a morto.

giovedì 22 marzo 2012

Ecco i sindacati !

Quando ti vogliono propinare la merda come  dolce finale.
Si viene a sapere che i sindacati hanno fatto ostruzione al governo per la riforma dell'art. 18.
Mentre la cisl e la uil, già segretamente filogovernativi al berlusconismo, hanno dato il loro consenso a modificare il famigerato art. 18, la Cgil si è bloccata su una posizione di guerra.
Niente modifiche o sciopero ad oltranza.
Molti considerano la Cgil l'ultimo baluardo a difesa dei lavoratori.
Ma i conti non tornano.
Il neo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha fatto sapere in un intervista che agli imprenditori non interessa l'art. 18, ma una politica a favore delle imprese.
Come dire, fate come vi pare, la politica è un'altra cosa da quello che state facendo voi.
Ma la gente deve sapere una buona volta che cosa sono e chi sono questi maledetti sindacati italiani.
Cominciamo.
Si è fatto un gran parlare sul mancato pagamento dell'Ici ed il Vaticano.
Devo dire che ho già scritto, da anni, questa anomalia; quanto meno nei confronti di attività palesemente commerciali.
Ma stiamo attenti ad andare addosso al Vaticano con la clava. Chi conosce bene la Storia, la politica e gli eventi internazionali riesce a capire fin troppo bene, che alla fine della fiera, il Vaticano siamo tutti noi.
Proprio io, che ne ho scritte di tutti i colori, sarei pronto con la vita a difendere il Vaticano.
Perchè se proprio devo inchinarmi davanti ad un testo sacro, preferisco la Bibbia al Corano. O chissà a quale diavolo di altro testo.
Bene. I sindacati non pagano l'Ici.
Ma nel leggere il seguito, dobbiamo rammentare che questi marrani che costituiscono una anomala "casta", sono giuridicamente delle associazioni non riconosciute. Ergo, non debbono rispondere a nessuno dei bilanci, spese, gestione di montagne di soldi che ogni anno gestiscono.
Vantano un patrimonio immobiliare immenso, ma non pagano un solo euro di Ici, perché la legge n. 504 del 1992 (indovinate chi era capo del governo? Quell'amato di un giuliano amato) di fatto impedisce allo Stato di avanzare richieste ai sindacati. E i soldi in questione sono davvero tanti: la Cgil, ad esempio, sostiene di avere circa 3mila sedi in tutta Italia, ma si tratta di una specie di autocertificazione, in quanto i sindacati non sono tenuti a presentare i loro bilanci, e quindi non pagano una sola lira di tasse, ed è questo un altro dei tanti privilegi dell’”altra Casta”, come è stata brillantemente definita da Stefano Liviadotti, nel suo libro sui sindacati.
Se la Cgil dichiara 3mila sedi, la Cisl addirittura 5mila. E la Uil sarebbe in possesso di immobili per un valore di 35 milioni di euro.
La legge, infatti, assimila immotivatamente i sindacati alle Onlus, ossia alle organizzazioni di utilità sociale senza scopo di lucro. 
Di lucro, invece, c'è né fin sopra il soffitto.
Con la legge n. 902 del 1977, i marrani politici hanno fatto un regalo ai marrani sindacalisti. Tutto lo sterminato patrimonio del fascismo è passato, in modo definitivo, ai sindacati.
Patrimonio che poteva essere gestito a fin di bene non solo per i sindacati ma per i pensionati, i malati, la ricerca scientifica ed altro. Invece.
Poi le pensioni.
Le “loro” pensioni, quelle dei sindacalisti, partendo dai più vecchi, i “duri e puri”. La legge Mosca, cioè la numero 252 del 1974, ormai quasi dimenticata, prorogata fino alla fine degli anni “70 per consentire a tutti, ma proprio a tutti, di avvantaggiarsene, ha permesso a decine di migliaia di sindacalisti di Cgil, Cisl ed Uil (ma non soli, anche ai partiti politici, “loro” ci sono sempre) di beneficiare dell'incredibile privilegio di costruirsi una posizione assicurativa presso l’INPS riscattando a bassissimo costo gli anni di lavoro nel sindacato o nel partito. Dal 1943 al 1964, oltre 20 anni, quindi, sono diventati “riscattabili” al costo, in euro, di circa 90 centesimi all’anno. In totale, chi ha riscattato 20 anni, ha pagato circa 16 euro!
Provate voi a fare un riscatto simile.
Neanche se vi costituirete nell'anonima sarda riuscireste a fare tanto!
Quando vedrete manifestare i marrani sindacalisti contro gli sprechi e i privilegi, fate come me. 
Fatevi venire uno sbocco di sangue!
...
Poi arrivano questi del governo.
Quelli che per riformare una Nazione pensavano di cominciare dai tassisti.
Ora vogliono riformare il Diritto del Lavoro cominciando dall'art. 18, dello Statuto dei Lavoratori.
Ma la prova dell'errore è sotto gli occhi di tutti.
Sotto il governo Berlusconi, il Diritto del Lavoro ha subìto uno stravolgimento epico per questo Paese.
Basti dire che il contratto a tempo indeterminato, prima strumento principale per le assunzioni, è passato poi come l'ipotesi più remota ed estrema.
I contratti a tempo determinati, prima casi residuali della materia, sono diventati i contratti più diffusi.
Ma c'è forse stato un cambiamento?
Abbiamo registrato un miglioramento?
Cosa vuol dire lavoro?
Cosa vuol dire politica del lavoro?
Cosa vuol dire investimenti per il futuro?
Cosa vuol dire abbassare le tasse sul costo del personale?
Cosa vuol dire aiutare le aziende abolendo le  norme fiscali capestro?
Cosa vuol dire avere una pressione fiscale tra le più alte al mondo?
Cosa vuol dire avere un tasso di corruzione tra i più alti al mondo?
Cosa vuol dire avere le mafie più pericolose al mondo?
E poi si riuniscono per abolire l'art. 18!

venerdì 9 marzo 2012

Non c'è più religione!!

Dopo le polemiche sull'Ici ed il Vaticano, ecco la bomba.
Si è dovuta scomodare la Sezione Tributaria della Cassazione, con la sentenza n. 2821 del 24 febbraio 2012, che sottolinea il carattere eccezionale del beneficio fiscale spiegando che l'esenzione dall'imposta prevista dall'art. 7, comma 1, lett. i), del d.lgs. n. 504 del 1992, si applica ove gli immobili siano destinati allo svolgimento – fra le altre - di “attività sportive".
In poche parole gli uffici della federcalcio devono pagare l'Ici.
Ma come, ci siamo accapigliati sul povero Vaticano e quei marrani della Federcalcio non volevano pagare l'Ici. Ma almeno i preti ti danno l'assoluzione. La Federcalcio ci rompe i coglioni la domenica per via del traffico prima e dopo la maledetta partita.
Tutto bene.
....
Quello che non si capisce è come diavolo si può arrivare fino in Cassazione per far stabilire un principio che è già recepito da altre leggi e normative.
Il problema non è quello di aumentare le tasse per scoraggiare le cause inutili; bisognerebbe introdurre il seguente principio: se fai causa sostenendo l'inverosimile, la sentenza potrà stabilire l'inverosimile contro il ricorrente. Per esempio con la confisca di tutti i beni dello sciagurato richiedente e del suo gonzo avvocato!

lunedì 5 marzo 2012

Fin dove può arrivare l'ignomìnia.3

Dalle tasse a Dalla.
Da Dalla a Juan.
Dalla voglia di sapere all'ignominìa.
...
Si viene a sapere che una giornalista si è chiesto per quale motivo non si è specificato, durante il funerale, chi fosse Marco Alemanno, cioè il compagno, il fidanzato o marito, di Lucio Dalla. Invece lo hanno definito, in modo picaresco, "collaboratore" di Lucio.
Ma per capire come vanno certe cose non ci voleva un funerale.
Basta leggere i libri del grande Oscar Wilde.
Quello che infastidisce è la voglia di sapere, di entrare nella vita altrui, di mescolare il pubblico con il privato.
Adesso ci saranno quelli che diranno che se Lucio non ha mai detto nulla, è giusto glissare il suo rapporto amoroso con Marco.
Altri diranno, in modo più spietato, che faceva bene a fare "coming aut". Così si deve dire in questi casi, perchè a noi le parole in italiano ci fanno proprio schifo!
Ma tutti, ne siamo certi, si affanneranno a confermare che è giusto pubblicare le dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani.
Mi ricorda un certo generale dei carabinieri che si disse pronto a schedare tutti gli italiani con il loro dna.
Ecco il grande circo, ecco la grande farsa, ecco la voglia di fare chiarezza sulle nostre vite, sulle nostre miserie, sulle nostre paure...
Poi, tuttduntratto il botto, ieri nella capitale si è verificato il solito ignobile rito razzista. Dalla curva dei beoni fischiavano all'indirizzo del signor Juan. Di professione calciatore ma di etnìa scura.
Siamo certi che non ci saranno indignazioni, non seguiranno dibattiti, non ci saranno interventi governativi.
Perchè deve essere chiaro a tutti fino al cielo: non siamo dei cabròn, dei barbari allo stato brado, siamo gente evoluta che, in quanto tali, pretendono di leggere quanto guadagna il vicino di casa che, limortaccisua, si è comprato una nuova macchina, e che se mi girano magari lo denuncio alla finanza......

venerdì 2 marzo 2012

Fin dove può arrivare l'ignomìnia. 2

Quello che ho scritto sull'evasione fiscale e sull'ignobile pretesa di pubblicare le dichiarazioni dei redditi meriterebbe molte precisazioni.
Ma non ho tempo.
Sinteticamente si devono aggiungere due cose.
La prima.
Siamo un popolo che ad ogni sussulto invoca e pretende la tutela della privacy. Anche quando la normativa non avrebbe motivo di essere citata.
Eppure la gente gode nel vedere, con facce fameliche, le pubblicazioni delle dichiarazioni dei redditi.
Secondo.
Più volte ho scritto delle differenze culturali, sociali e politiche tra noi ed i francesi.
Non può essere un caso che la Francia ha avuto  grandi politici (Cardinale Richelieu, De Gaulle, Giscard d'Estaing, Mitterrand), e noi?
Dovremmo ricordare il grande Cavour. E poi? 
Poi il vuoto fino a Berlusconi.
Con la Faraona ci siamo riempiti di gaffe imbarazzanti. Fino ai casi di sfruttamento della prostituzione minorile.
Il guaio è che noi italiani non abbiamo conosciuto le rivoluzioni.
Non sappiamo cosa sia la rivoluzione che solleva d'un colpo uno Stato intero.
Al massimo si sono fatte le sommosse.
Siamo bravi a fare le tre giornate quì, a fare le cinque giornate là, ma poi ci stanchiamo e ci disperdiamo.
Financo per cacciare lo straniero ci siamo sempre rivolti agli stranieri.
Fare una Rivoluzione vuol dire fare una politica alternativa, politica armata ma sempre politica.
Lo avevano capito pure in Messico.
Ecco il vero dramma.
Da noi non sono buoni nemmeno i terroristi.
Quando il neo Parlamento italiano, subito dopo l'unione della penisola, prese coscienza del problema meridionale e del brigantaggio (su tutto il territorio) si fece poco o nulla. Oggi le cose sono rimaste come allora.
Quando manca una coscienza unitaria manca la base per pretendere l'impegno sociale.